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Chi Siamo

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sappe aversa    Che ruolo si pone l’obiettivo di ricoprire la segreteria Sindacale “Sappe”? Il nostro primo impegno è essere un punto di riferimento per le donne e gli uomini appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria. Non è cosa semplice lavorare un penitenziario, per cui tra i nostri impegni vi è quello di creare le condizioni per favorirne il benessere, stante anche il particolare (e stressante) lavoro che svolgono i poliziotti penitenziari, anche attraverso una organizzazione del lavoro che garantisca il rispetto dei diritti soggettivi.
Come si pone questa realtà rispetto al mondo della polizia penitenziaria?
Da sempre l’impegno del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPE, è quello di rendere il carcere una “casa di vetro”, cioè un luogo trasparente dove la società civile può e deve vederci “chiaro”, perché nulla abbiamo da nascondere ed anzi questo permetterà di far apprezzare il prezioso e fondamentale – ma ancora sconosciuto – lavoro svolto quotidianamente, lo ripeto, con professionalità, abnegazione e umanità dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria. E lo facciamo dall’indomani della Legge istitutiva del Corpo di Polizia Penitenziaria, la 395 del 1990  
Da dove è nata l’esigenza di aprire una nuova segreteria?
Dalla necessità di creare un punto di riferimento stabile, anche a livello locale, nel quale fornire servizi e consulenze che assicuriamo già in moltissime città italiane. Che significato assume la presenza di Donato Capece? E’ la dimostrazione concreta di vicinanza che i vertici nazionali del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPE, hanno ed avranno per la Vostra realtà territoriale, assai concreta e stimolante anche sotto il profilo professionale e sindacale. Come si pone il Sappe rispetto alle rivali realtà territoriali? Noi siamo a disposizione di coloro che intendono, concretamente, affrontare e risolvere (almeno tentare di risolvere) i problemi della Polizia Penitenziaria, del carcere e della sicurezza. Il nostro impegno già si espleta con l’impegno volontaristico dei nostri iscritti e degli amici dell’ ANPPE, Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria, nostra Associazione d’Arma alla quale sono iscritti i poliziotti in congedo. Organizzeremo anche corsi di informativa e di apprendimento delle lingue straniere per coinvolgere i cittadini alle attività della nuova Sezione del SAPPE.
Che momento sta vivendo la realtà delle forze di Polizia e del Comparto Sicurezza? Per quali diritti si batte il Sappe?
Da tempo noi, che rappresentiamo le donne e gli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria impegnati 24 ore al giorno nella prima linea dei padiglioni e delle sezioni detentive delle oltre 200 carceri italiane, per adulti e minori, sollecitiamo le Autorità competenti affinchè si avvii nel nostro amato Paese una indispensabile e decisa inversione di tendenza sui modelli che caratterizzano la detenzione, modificando radicalmente le condizioni di vita dei ristretti e offrendo loro reali opportunità di recupero. Garantendo, nel contempo, ai poliziotti penitenziari più sicure e meno stressanti condizioni di lavoro, tenuto conto che le tensioni connesse alla detenzione determinano quotidianamente moltissimi eventi critici nelle carceri – atti di autolesionismo, tentati suicidi, risse, colluttazioni – che se non fosse per il nostro decisivo e risolutivo intervento avrebbero più gravi conseguenze. Ne va trascurato l’acuirsi del divario esistente tra la consistenza dei nostri stipendi ed il costo della vita. Credo che qualsiasi Governo, di espressione di qualsiasi schieramento politico, non possa non tenere nel debito conto la necessità di rendere dignitosi gli stipendi di quanti quotidianamente rischiano la vita per la sicurezza del Paese e per la salvaguardia delle Istituzioni. Recentissimi fatti di cronaca europea hanno evidenziato quel che da tempo il SAPPE sostiene, ossia la necessità di evitare tagli indiscriminati agli apparati di sicurezza in ragione di contenimento della spesa che, di fatto, graverebbero sui cittadini.
chi farà parte del Sappe Aversano?
Insieme a Raffaele Munno, Vincenzo Berrini, Antonio Schettino, che hanno fermamente voluto la realtà del SAPPE consolidata sul territorio aversano, ci sarà una squadra di sindacalisti e di professionisti che creeranno un punto di riferimento che sarà un fiore all’occhiello per tutto il Sindacato.
Perché ritenere il Sappe un punto di riferimento?
Perché dal 1990 siamo stati e siamo impegnati nel valorizzare l’importante ruolo sociale della Polizia Penitenziaria e nel far conoscere all’opinione pubblica i tanti sacrifici che quotidianamente affrontano i Baschi Azzurri del Corpo, che pur con tutte le criticità oggettive lavorano ogni giorno con l’entusiasmo dei fedeli servitori del nostro Stato democratico e repubblicano. Basterebbe avere l’onestà intellettuale di riconoscere dove eravamo e dove Siamo, cos’erano i gloriosi Agenti di Custodia e cosa sono i poliziotto penitenziari, che ruolo avevamo con le altre Forze di Polizia e cosa siamo ora. E questo grazie al Sappe, che parlava -unico!-già nel 1991 di funzionari del corpo, di specializzazioni del Corpo, di Polizia Penitenziaria nella DIA e nelle Sezioni di Polizia Giudiziaria, di trasferimenti dal Nord al Sud del Personale, di dignità e valorizzazione sociale della Polizia Penitenziaria….